Nel panorama normativo legato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’acronimo DNSH — Do No Significant Harm — è ormai diventato un pilastro da cui non si può prescindere. E non si tratta di una semplice dichiarazione d’intenti, piuttosto di un vincolo tecnico che impone di dimostrare che ogni intervento non arrechi un danno significativo a nessuno dei sei obiettivi ambientali definiti dal Regolamento UE. Per i professionisti del settore, questo si traduce nell’integrazione della gestione cantieristica con un sistema di rendicontazione e verifica dei materiali metodico e rigoroso.
Non a caso, l’applicazione pratica del DNSH richiede un’attenzione costante sin dalla fase progettuale: ogni scelta materica e ogni processo operativo devono essere analizzati secondo criteri che spaziano dalla mitigazione dei cambiamenti climatici alla prevenzione dell'inquinamento. Nel caso specifico dell’edilizia, ad esempio, l’adozione di soluzioni che minimizzino l’impatto termico dell’opera o l’impiego di tecnologie che prevengano la contaminazione del suolo e delle falde acquifere durante le fasi di scavo, trasforma la gestione del cantiere dal basilare adempimento burocratico a una vera e propria garanzia di integrità ambientale, requisito, questo, vincolante per l’effettiva erogazione dei fondi.
Il ruolo del direttore dei lavori e del responsabile del cantiere diviene, in un tale contesto, ancora più analitico. Verificare la corretta esecuzione dell’opera non è più sufficiente, poiché occorre, tra le altre cose, raccogliere e catalogare prove documentali — schede tecniche, certificazioni di origine, bolle di smaltimento — che attestino il rispetto dei requisiti ambientali minimi (CAM) e delle specifiche linee guida del Ministero. Una gestione documentale carente in questa fase può compromettere la regolarità amministrativa dell’intero progetto, indipendentemente dalla qualità costruttiva del manufatto.
Ulteriormente, è da considerare determinante nella valutazione DNSH anche l'obiettivo della transizione verso un'economia circolare. Per i cantieri edili, significa poter garantire che almeno il 70% (in peso) dei rifiuti non pericolosi generati dalle attività di costruzione e demolizione sia preparato per il riutilizzo, il riciclaggio o altri tipi di recupero di materia. Dal consueto corretto smaltimento dei detriti, si passa adesso all’implementazione di una chiara strategia di "deconstruction" selettiva. Con i professionisti che sono chiamati a redigere piani di gestione dei rifiuti dettagliati, privilegiando fornitori che offrano materiali con contenuto riciclato certificato e componenti che possano essere facilmente disassemblati al termine della vita utile dell'edificio. Un’attenzione al ciclo di vita dei prodotti che permette dunque di soddisfare i requisiti europei e trasformare il cantiere in un anello attivo di una filiera industriale rigenerativa, riducendo drasticamente il prelievo di materie prime vergini e l'impatto ambientale complessivo dell'opera.
Ampliando gli orizzonti oltre il mero adempimento normativo, l’integrazione dei criteri DNSH rappresenta una grande sfida verso una qualità dell'abitare più consapevole. Misurarsi con standard di questo calibro vuol dire indirizzare il sistema produttivo verso una gestione delle risorse ben più efficiente, dove la sostenibilità non è da considerare un costo aggiuntivo ma un parametro di efficienza strutturale che garantisce all'opera, e alla collettività, un valore duraturo nel tempo.
Per approfondire: fonti e riferimenti tecnici
Per i professionisti che desiderano analizzare nel dettaglio le specifiche tecniche e le checklist di verifica, consigliamo la consultazione delle seguenti fonti ufficiali:
- I sei obiettivi ambientali UE: Per comprendere i criteri di "danno significativo", si può fare riferimento al Regolamento (UE) 2020/852 (Regolamento Tassonomia), che definisce gli obiettivi di mitigazione, adattamento, economia circolare, prevenzione dell’inquinamento, protezione delle acque e della biodiversità.
- Guida operativa DNSH (Ragioneria Generale dello Stato): Il MEF ha pubblicato una guida tecnica estremamente dettagliata con le mappature delle schede per ogni tipologia di intervento. È disponibile sul portale Italia Domani - Sezione DNSH.
- Linee guida per gli appalti pubblici (Ministero dell'Ambiente): I criteri DNSH sono strettamente correlati ai CAM (Criteri Ambientali Minimi). Sul sito del MASE è possibile consultare i decreti specifici per l'affidamento dei servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione e rigenerazione di edifici.
- FAQ del GSE sul PNRR: Per chiarimenti sull'interazione tra incentivi energetici e vincoli DNSH, è utile consultare le risposte ai quesiti comuni sul sito del GSE - Supporto PNRR.